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Vivere La Thailandia: Guida - I Parte - Mangiare


1 marzo 2011 ore 14:08   di erpidi  
Categoria Viaggi e Turismo  -  Letto da 362 persone  -  Visualizzazioni: 612

Guida a vivere la Thailandia - I parte: Mangiare - Mangiare in Thailandia è di una semplicità estrema. Dovunque ti giri in una città Thai trovi piccole osterie di strada o ristoranti a conduzione famigliare. Spesso è il modo migliore di gustare cibi gustosi e freschi a cifre per noi europei risibili.
In città meno abitate e meno inquinate della frenetica e popolosa Bangkok spesso mangiare in queste osterie “volanti” è una esperienza simpatica e nuova. Basta muoversi in Provincia per accorgersene.
Chiangmai per esempio, la cosiddetta Capitale del Nord Ovest, oltre ad avere meno traffico è meno frenetica ed ansiosa di Bangkok. È la città più grande (e più bella) del Nord Ovest. Una della antiche capitali, è stata costruita ed espansa intorno al centro della antica città, la cui pianta ci ricorda un accampamento romano. Quadrato come un accampamento romano il centro-città è circondato da mura e fossati che oggi sono luoghi di ritrovo e di curiosità archeologica. Da questo quadrato (con le due strade principali che si intersecano al centro) si è allargata questa tranquilla e pacifica città che non vive la vita ansiosa e frenetica di Bangkok, anche se alcune caratteristiche sono comuni. Sui bordi dei canali che una volta erano il fossato difensivo della città le osterie di strada servono da mangiare in un ambiente simpatico e tranquillo.

Mangiare per strada è una delle caratteristiche di tutto il Paese, segno inconfondibile di una fantasia imprenditoriale degna di merito. Un business che si inizia e si gestisce con poco denaro ed in poco tempo. Il tutto si incentra in un piccolo trolley a ruote su cui trovano posto con la bombola del gas uno o più fornelli, il cui numero si basa sul tipo di cibo che servono, cotto davanti ai consumatori, e una mostra di vetro.
Un solo grande fornello con un enorme pentola se quello che servono è il Kao-manghai, pollo bollito servito a pezzi coll’onnipresente riso accompagnato dalle salse piccanti che in questo Paese vengono servite con ogni tipo di cibo, frutta compresa. Due fornelli se quello che si serve è cibo fritto, pollo, maiale, pesce con contorno di verdure e riso. I Thai sono grandi consumatori di verdure e di pesce, ma il pollo ed il maiale sono veramente buoni e le ricette gustose. Le vivande vengono presentate in espositori di vetro tenuti freschi dal ghiaccio (il ghiaccio viene prodotto pressochè dappertutto e venduto nei supermercati in buste sigillate da 1 kg, a cubetti o a scaglie). Spesso, nei luoghi dove vengono installate queste osterie all’aperto per integrare il menu, si possono trovare espositori con pezzi di pollo o tagli di maiale, wuerstel e salsicce thai (attenzione!! Il gusto di queste salsicce è assolutamente diverso da quello a cui siamo abituati, per gustarle il sapore va stemperato con insalata o verdure crude) il tutto servito su spiedini di legno e cotto o scaldato al volo su minuscoli barbecue di carbonella.
L’organizzazione del lavoro è semplice: un trolley coperto, su ruote, una mezza dozzina di tavoli pieghevoli, ciascuno con 4 o sei sgabelli di plastica. Su ogni tavolino due contenitori uno per i fazzolettini di carta, un altro con le posate: forchette e cucchiai di metallo e bacchette di legno, niente coltelli: ogni cibo viene tagliato a pezzi prima di esser cotto. Il cibo può anche esser portato via, in contenitori di plastica, per esser consumato a casa o a scuola o al lavoro colle onnipresenti posate di plastica.
Ogni piatto viene servito su un fondo di riso, condimenti da integrare sono disponibili a richiesta, peperoncino, salsa di pesce (la nam-pla), condimenti varie. Alcune ricette prevedono la cottura (in padella) di tagliolini all’uovo. Un Occidentale che non è abituato al piccante Thai (da ustioni credetemi!) deve avvisare il cuoco prima. La frase da dire è “may pet, kap!, falanghe!” che vuol dire “non piccante prego, straniero” (Falanghe è la translitterazione di Français, o straniero, i primi stranieri che visitarono la penisola dell’allora chiamata Cocincina furono i Francesi). Il costo è per noi ridicolo, un piatto di pollo o maiale o pesce con riso cotto davanti a te costa un massimo di 30 Baht (1 Euro è pari a circa 40 Baht) a cui aggiungere 5/8 Baht per una bibita, se uno vuole una birra c’è sempre un ragazzino che per un paio di Baht di mancia te la va a comprare (le birre Thai son ottime, la Singha o la Leo fra le migliori). Ghiaccio e condimenti gratis. La sera o quando i cibi da cucinare son finiti si impacchetta il tutto su un triciclo a motore e si torna a casa, allo stesso posto subentra il “turno” di notte o di giorno a seconda.
I mercatini, che sono spesso aperti 24 ore su 24, che a Chiangmai sono disseminati, sono tutti circondati da queste osterie mobili (sembra che i Thai non facciano altro che mangiare…) i cui termini di pulizia ed igiene non sono i nostri, ma che raramente lasciano strascichi di sorta agli Stranieri che vi mangiano. Ma non solo attorno ai mercati proliferano, attorno agli ospedali agli uffici ai centri commerciali ne trovi di eguali e sempre frequentatissimi.


Un’altra caratteristica, adorata dai Thai sono i barbecue, di due diversi tipi. Quelli dove si grigliano le carni, i pesci le verdure o dove, in un vaso di argilla si bolliscono verdure carni eccetera. Siccome il mangiare in famiglia o in comune fra parenti o amici è una caratteristica tipica dei Thai, molto più uniti fra loro di quel che i luoghi comuni farebbero credere, il sistema di cucinare viene sfruttato anche commercialmente. I ristoranti dove al centro del tavolo siede una graticola su cui si può far bollire o grigliare il cibo sono diffusissimi e sono un remake di quello che è un costume thailandese esaltato anche in dipinti comuni a molte case dove si vede uno dei Re antenati del Sovrano oggi regnante che, in riva al fiume Chaopraya, si prepara con un paio di lunghe bacchette un pasto cucinandoselo in un grosso pentolone di ceramiche su un fuoco di carbonella.
Questi ristoranti son diffusissimi a Chiangmai come in tutta la Thailandia. Economici per le tasche dei locali, vedono una serie di tavoli al cui centro viene inserita la carbonella accesa che farà cuocere il cibo che ognuno si cucina a suo piacimento o bollendolo o grigliandolo. Per il cibo ognuno si serve da contenitori di carne, pesce, verdure e quant’altro al centro del locale, pagando un fisso per ogni posto (ma non bisogna lasciare nulla nei piatti secondo il concetto: prendi tutto quel che vuoi, ma mangia tutto quel che prendi!). Costo? Molto caro rispetto alle osterie di strada: 35/45 Baht (1 € = 40 Baht….) a testa più le bevande.

Anche sul bere i Thai hanno i loro usi. Possono comprare le bevande nel ristorante o portarsele da casa, verranno servite senza problemi facendo però pagare il ghiaccio a parte (5 Baht a confezione….). Un ristoratore italiano a Bangkok, vecchio amico, si lamentava che era quasi inutile avere un’ampia scelta di vini nel locale, considerando che ogni commensale spesso si presentava con i propri alcolici. Va detto per amor di verità che anche al ristorante la bevanda alcolica preferita dai Thai è il whisky e, subito dopo, la birra. Il consumo di whisky è notevolissimo con tutte le conseguenze del caso. (continua)

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